Nel mondo antico, il lusso non si esprimeva soltanto attraverso carri imponenti come bighe e quadrighe o attraverso abiti sontuosi, ma soprattutto attraverso i colori, vere e proprie gocce di valore. Esistevano infatti tonalità così rare e preziose da essere riservate esclusivamente a re, sacerdoti e al culto religioso. Il segreto del valore si celava nel guscio della Murex, una lumaca marina spinosa che ha profondamente influenzato la storia del costume, della religione e dell’economia del Mediterraneo.
Un tesoro nel mare: il valore e il ruolo della Murex nell’antico Israele
Per l’antico Israele, la Murex non rappresentava soltanto una risorsa economica, ma aveva un significato molto più profondo, legato alla sfera spirituale. Il colore che se ne ricavava — in particolare il blu e il rosso violaceo — non aveva una semplice funzione decorativa: esprimeva regalità, dimensione divina e identità del popolo eletto. Indossare abiti con questi colori, come tra l’altro i “Tzitziyot”, significava non solo elevare il proprio status, ma soprattutto stabilire un legame simbolico con il sacro.
L’alchimia della porpora: come nasceva il colore
L’estrazione del pigmento era un processo complesso, costoso e tutt’altro che gradevole.
La ghiandola: il colore era all’interno della lumaca, ed era una piccola ghiandola ipobranchiale del mollusco.
La lavorazione: i gusci delle lumache venivano frantumati e lasciati macerare in vasche di acqua salata per diversi giorni. Nel caso di esemplari più grandi, venivano “munte”.
Stando alle fonti di Plinio il Vecchio, per la mungitura si rompeva il guscio della lumaca in un posto strategico e poi, esercitando una delicata pressione, si stimolava la ghiandola, ottenendo qualche goccia del pregiato liquido. Un’altra possibilità (la mungitura degli esemplari più grandi) era quella di esporre la lumaca all’aria, che dopo un po’ di tempo emetteva qualche goccia di liquido.
La magia del sole: inizialmente il liquido era chiaro, ma a seconda del tempo di esposizione della lumaca alla luce e all’ossigeno, il liquido subiva una trasformazione chimica che lo portava ad assumere tonalità intense di porpora, viola o blu.
Il valore: era molto alto; infatti per ottenere circa 1,5 grammi di colorante puro venivano utilizzate fino a 12.000 lumache. Non sorprende quindi che la porpora fosse considerata più preziosa dell’oro.
La Bibbia e i colori
I colori (pigmenti) dal Murex sono numerosi nel testo biblico. Due termini, in particolare, ricorrono con frequenza:
La porpora rossa: Argaman è menzionata circa 38 volte ed è associata agli arredi del Tabernacolo e alle vesti regali.
La porpora blu: Tekhelet citata circa 49 volte, rappresentava il colore più sacro, evocando il cielo e il trono di Dio.
Entrambi i colori venivano utilizzati per le cortine del Tempio di Salomone e per gli abiti del Sommo Sacerdote, segnando simbolicamente il confine tra l’umano e il divino.
La scoperta archeologica: la fabbrica di Tel Shiqmona
Le ricerche archeologiche hanno confermato l’esistenza di veri e propri centri produttivi nell’antichità. Uno dei più significativi è il sito di Tel Shiqmona, nei pressi dell’odierna Haifa.
Gli scavi hanno portato alla luce una fabbrica risalente all’Età del Ferro (IX–VIII secolo a.C.), con frammenti di vasellame ancora macchiati di porpora e migliaia di gusci di Murex frantumati.
A differenza di altri centri fenici, questo sito sembra essere stato sotto il controllo o l’influenza del Regno d’Israele, a testimonianza dell’importanza locale di questa attività.
Nel loro insieme, queste piccole creature marine hanno dato origine a una delle industrie più affascinanti dell’antichità, capace di unire tecnica, economia e spiritualità in un unico, straordinario colore.
- Testo: Salvatore Farinato, appunti di vecchi seminari aggiornati
- Fonte: © Risorsecristiane.ch
- Upload: Stefano Marano

