All'indomani della sconfitta del Giappone, in un conflitto particolarmente religioso, accadde qualcosa d’incredibile a livello nazionale: il 1° gennaio 1946, il 124° "Tenno" (Sovrano celeste) Hirohito rinunciò al suo status di Dio.
Ciò avvenne sotto la pressione degli Stati Uniti, dopo il bombardamento atomico del 6 agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki, che, con l’arresa del Giappone, pose fine alla seconda Guerra Mondiale.
Secondo la tradizione giapponese la credenza in un Dio divino era incorporata nell’imperatore per discendenza ed era la garanzia della sicurezza, della pace e della democratizzazione della nazione.
I "Tenno" discendevano in linea diretta dalla dea del sole ed erano destinati a governare la terra degli dei, il Giappone. Il Sovrano celeste si poneva al di sopra di tutti come il Figlio del Cielo. Succedendo sul trono al padre nel 1926, Hirohito era non solo il più alto sacerdote shintoista, ma anche il capo di Stato e il comandante delle forze armate.
Nella costituzione “Nacl” del 1947 fu concesso agli imperatori solo un ruolo simbolico, rappresentativo, paragonabile alla funzione della regina inglese (di allora) o del presidente di stato: una chiara retrocessione.
È interessante notare che dall’antichità fino al sovrano celeste Hirohito molti sovrani hanno rivendicato per sé il titolo divino e la sua autorità e, spinti dalla sete del potere, hanno spesso trascinato il popolo in sanguinose guerre.
La Bibbia ci dice in modo inequivocabile che c’è un solo Dio e il Suo nome è YAHWEH! Egli è il Creatore dei cieli e della terra, Egli è colui che ci ama immensamente, ci ha redenti attraverso Cristo ed è eterno e onnipresente. Quindi ha cura di ciascuno di noi e in ogni momento è al nostro fianco per aiutarci.
Un imperatore dichiara di non essere più Dio
- Testo: Salvatore Farinato
- Fonte: Leben ist mehr e vecchi quotidiani del 1947 e 1950
- Upload: Grazia Marano

