Quale motivo spinse i cristiani a celebrare il culto la domenica anziché il sabato?

Con qualche eccezione – come la Chiesa Avventista del Settimo Giorno – le delle Chiese cristiane celebrano il culto la domenica e non il sabato, nonostante nei Dieci Comandamenti sia prescritto di santificare il giorno di sabato (Esodo 20,8; 31,12-18).
Questa scelta si fonda su diverse motivazioni di carattere biblico, storico e teologico. Anzitutto, il Nuovo Testamento mostra come già i primi discepoli avessero iniziato a riunirsi nel primo giorno della settimana. La domenica era il giorno in cui si celebrava la Santa Cena e in cui lo Spirito Santo fu effuso. L’apostolo Paolo scrive: «Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte quello che potrà, secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare.…» (1 Corinzi 16,2). Inoltre, negli Atti degli Apostoli si legge: « Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane…» (Atti 20,7).
Un elemento decisivo è il fatto che Gesù Cristo risuscitò il primo giorno della settimana, cioè la domenica, conferendo a questo giorno un significato profondamente nuovo e centrale per la fede cristiana.
Già ai tempi dell’apostolo Giovanni, la domenica era chiamata “giorno del Signore” (dies Domini). Nell’Apocalisse egli scrive: « Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce potente come il suono di una tromba che diceva…» (Apocalisse 1,10).
Il passaggio dal sabato alla domenica fu il risultato di diversi fattori storici e simbolici. In origine, molti cristiani di origine ebraica continuavano a radunarsi nelle sinagoghe il sabato; tuttavia, sentirono presto l’esigenza di incontrarsi come comunità cristiana distinta, scegliendo la domenica come giorno proprio di culto.
Dal punto di vista teologico, il sabato era legato all’alleanza mosaica e all’osservanza della Legge. Con l’opera compiuta da Cristo, i credenti si riconoscono sotto una nuova realtà, quella della grazia. Ciò non significa che la Legge morale abbia perso valore, ma che essa continua a orientare il discernimento tra il bene e il male senza costituire più un vincolo salvifico.
La centralità della domenica fu sostenuta anche nel testo della lettera di Barnaba, e dai Padri della Chiesa, tra cui Tertulliano, Ignazio di Antiochia, Melitone di Sardi, e l’autore della Lettera di Barnaba.
Gli studi storici dimostrano che con la progressiva crescita dei cristiani di origine gentile rispetto a quelli di origine ebraica all’interno delle prime comunità cristiane, il passaggio dal sabato alla domenica non avvenne in modo improvviso, ma graduale.

  • Testo: Salvatore Farinato, vecchi appunti sullo sviluppo del cristianesimo
  • Fonte: © RisorseCristiane.ch
  • Upload: Stefano Marano