Mio marito mi ha accoltellata!
Mi chiamo Fanny, sono cresciuta in una famiglia cattolica, ho sempre creduto in Dio, anche se non pensavo che potesse parlarmi e prendersi cura di me. Non leggevo la Bibbia ed ero ben lontana dal rendermi conto che fosse la Parola di Dio. Non ero nemmeno consapevole del peccato. Vivevo secondo le tradizioni e pregavo per puro senso di religiosità.
Segnata dal divorzio dei miei genitori
I miei genitori hanno divorziato e mi mancavano tantissimo mentre vivevo con i miei nonni. Mi sentivo abbandonata e rifiutata. Più tardi, quando sono andata a vivere con mia madre, ho visto una donna che subiva violenze, che non viveva ma sopravviveva per tirare avanti e riuscire a crescermi.
Cattive compagnie…
Ho iniziato a fumare e a bere molto presto, quando frequentavo ancora le scuole medie. Poi ho iniziato a frequentare cattive compagnie. Ero attratta da un tipo particolare di persone: quelle che bighellonavano per strada. Eppure ero tra le prime della classe, senza fare alcuno sforzo, finché lo studio non mi ha più interessato. Nonostante la mia giovane età, sapevo che stavo prendendo una strada sbagliata e che quella strada non era la mia. Sono passata dall’essere una ragazza piuttosto tranquilla a una ragazza ribelle e piena di rabbia.
Un vuoto dentro di me
Ho iniziato a frequentare dei ragazzi, cercavo l’amore che non avevo ricevuto. Mi facevo passare per una ragazza forte, una capobanda, una leader, una rissosa, una ragazza alla moda, a cui non mancava nulla (dal punto di vista economico era proprio così), ma interiormente ero triste e smarrita. Mi godevo la vita, dicendomi che, dopotutto, si ha una sola giovinezza… Serate, alcol, droga, sesso, infedeltà, bugie, esperienze con donne e coppie. Eppure aspiravo a qualcos’altro, essenzialmente a sposarmi un giorno, a mettere su famiglia. Avevo un vuoto dentro di me.
La storia si ripete
Dopo alcuni anni, mi sono calmata, mi sono stabilizzata, sia professionalmente che sentimentalmente. Ho incontrato un uomo con cui all’inizio tutto era bellissimo. Poi ho scoperto che quell’uomo aveva un altro volto. Le violenze si scatenavano per un nonnulla. A me sembrava normale e non grave, dato che l’avevo già vissuto da bambina. Gli anni sono passati e le violenze sono continuate… Non solo fisiche, ma anche psicologiche. Questa situazione ha cominciato a pesarmi, ma mi dicevo che ero forte, capace di rispondere ai colpi e di sopportare. Volevo che quella relazione estenuante finisse, ma non ci riuscivo, era come se fossi bloccata. Mi sono allontanata dalla mia famiglia, dai miei cari, mi sono chiusa in me stessa. Non condividevo con nessuno la mia vita quotidiana e sono diventata al tempo stesso cattiva ed egoista. A questa situazione si è aggiunta l’infedeltà, che mi ha fatto perdere fiducia in me stessa. Ho quindi cercato di compensare fumando e bevendo di più.
Stavo sprofondando nella depressione
Sentivo che dovevo parlarne, ma con chi? Pensavo che nessuno mi avrebbe capita. Eppure, non potevo più nascondere nulla: avevo gli occhi iniettati di sangue, lividi ovunque, difficoltà a camminare. Ho collezionato una serie di assenze dal lavoro, mentivo a tutti. Ho deciso più volte di lasciare il mio compagno, ma non durava mai a lungo.
A poco a poco sono sprofondata nella depressione, al punto da non riconoscermi più, da non capirmi più. Non riuscivo più a controllare la situazione, i miei pensieri, la mia vita. Alla fine ho ammesso di aver bisogno di aiuto. È stato allora che sono andata in chiesa e ho pregato con tutto il cuore. Non erano preghiere recitate a memoria, già pronte, era una richiesta di aiuto rivolta a Dio, ammesso che esistesse, ma mi sembrava che Lui fosse lontano.
Accoltellata
Nonostante tutto quello che stavo vivendo con quell’uomo, ci siamo sposati. Ovviamente, dato che la nostra relazione non funzionava già prima, il matrimonio non ha risolto nulla, fino al giorno in cui mi ha accoltellata! Mi aveva perforato il polmone sinistro, non riuscivo più a respirare e me ne sono resa conto solo quando ho visto il sangue sulle mie mani. È stato allora che mi sono chiesta cosa stessi facendo della mia vita…
Arrivata al pronto soccorso, ho mentito ancora, anche a me stessa; mi sono inventata una storia perché mi vergognavo. Un medico e alcuni infermieri sono venuti a trovarmi e mi hanno detto che, una volta dimessa, avrei dovuto andare a giocare d’azzardo perché avevo avuto una fortuna incredibile. Mi sono resa conto che non ero sola, che Dio era lì nonostante ciò che stavo vivendo.
«Gesù ti ama!»
Un collega mi ha parlato di Dio e di Gesù. Senza sapere nulla di me, ha intuito che stavo affogando nella disperazione. Sembrava preoccuparsi per me e mi ha detto: «Non cedere, Gesù ti ama!» Quella frase mi è rimasta impressa…
Poi, una cugina mi ha contattata dopo diversi anni di silenzio e ho sentito il bisogno di andare da lei. Ha iniziato a parlarmi di Gesù come nessuno aveva mai fatto prima: del suo amore, del suo sacrificio, della potenza della croce… Tutto mi è diventato chiaro! Lei e suo marito hanno pregato per me e ho avvertito “qualcosa di nuovo”. Mi sono sentita in pace.
Il mio collega mi ha invitata di nuovo in una chiesa evangelica ed è lì che ho sperimentato per la prima volta la presenza di Dio. Un messaggio, una traduzione proveniente da perfetti sconosciuti, e ho capito che si trattava di me: i miei peccati nascosti, lo stato del mio cuore sono stati rivelati. La risposta alle mie preghiere mi era appena stata data. Lui mi ha mostrato la via, ho invitato Gesù nel mio cuore.
Dialogo con Dio
Tornando a casa, ho iniziato a parlare con Dio: «Se tutto questo è vero, cambia la mia vita. Non voglio credere in te solo per quello che mi ha detto un uomo. Non voglio una religione, col tuo aiuto voglio diventare quella persona a cui aspiro.»
Per un breve istante, sono stata pervasa da amore, gioia, pace, da una sensazione di benessere e libertà, e i miei occhi si sono aperti. Il giorno dopo, mi sono resa conto che non ero più la stessa. Dentro di me mi sentivo ricca, appagata e piena della sua presenza. Ho iniziato a leggere la Bibbia, a parlare con Dio; da quel momento in poi, Lui ha occupato un posto diverso nella mia vita. Per andare avanti, ho dovuto perdonare l’uomo da cui avevo subito tante violenze. Non volevo e non potevo farlo, finché non ho finalmente lasciato andare, perché Dio mi ha reso capace di farlo.
Mi sono fatta battezzare, ero così fiera, è stata la scelta migliore che avessi potuto fare! Da allora parlo di Gesù a chi mi sta intorno, prego per le persone, rendo testimonianza di ciò che ha fatto in me, per me e intorno a me. La mia vita e i miei pensieri sono cambiati radicalmente. Ho fatto della Sua Parola la mia verità.
Forse ti riconosci nella mia storia… Dio è in grado di tirarti fuori dalla tua situazione, per quanto complicata possa essere. Rivolgiti a Lui, come ho fatto io. Mi ha salvata, vuole salvare anche te.
- Fonte: © https://topmessages.topchretien.com/texte/mon-mari-ma-poignardee/
- Autrice: Fanny
- Traduzione: Debora Caglia Ferro
- Upload: Stefano Marano
